m’IMporta invita Rossano Ercolini a Imperia

m’IMporta invita Rossano Ercolini a Imperia

m’IMporta ha invitato Rossano Ercolini a Imperia!

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e vincitore del premio Goldman Environmental Prize 2013, sarà a Imperia il 21 febbraio 2015 alle ore 17.30 presso la Biblioteca Civica dove presenterà il suo libro “Non Bruciamo il Futuro”.

Da Garzanti libri:  “Rossano Ercolini è un maestro elementare in un piccolo comune della Toscana, in provincia di Lucca. Quando viene a conoscenza dei piani per la costruzione di un inceneritore a pochi chilometri dalla sua scuola, per il bene del territorio e la salute dei suoi giovani alunni decide di intervenire. Fonda così l’associazione «Ambiente e Futuro», con l’obiettivo di informare la comunità dei rischi ambientali dell’incenerimento e di proporre strategie alternative per la gestione dei rifiuti. Seguono anni di battaglie durissime durante i quali Ercolini sfida apertamente gli apparati politici e i poteri economici locali e nazionali. Ma alla fine le sue ragioni hanno la meglio e nel 2007 il comune di Capannori è il primo in Italia a adottare la strategia Rifiuti Zero, diventando in poco tempo il centro di un movimento straordinariamente vitale che, da Napoli a Milano, coinvolge ora sempre più cittadini e tanti amministratori. Nell’aprile del 2013, per questo suo impegno come attivista e educatore, Rossano Ercolini riceve il Goldman Environmental Prize e viene invitato alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Non bruciamo il futuro è la testimonianza fiera e coinvolgente di una battaglia decennale vinta contro poteri fortissimi. È la dimostrazione chiara e diretta delle enormi possibilità di un modo di fare politica nuovo e capace di organizzarsi dal basso. È anche uno straordinario manifesto educativo: in tutti questi anni l’autore non ha infatti mai smesso di insegnare. Rossano Ercolini è oggi il simbolo di un ambientalismo capace di incidere in maniera efficace nello sviluppo di un territorio, andando oltre le ideologie e gli schieramenti. Perché è solo con l’impegno di tutti a prendere parte al cambiamento che la democrazia respira e, con essa, prende vita la speranza di un futuro migliore.

 

 

 

 

 

 

Il compostaggio casalingo

Il compostaggio casalingo

Condividiamo alcune idee dal blogdideborah sul tema della sostenibilità e di scelte di vita che sembrano semplici, ma che creano un grande impatto, sia sulla qualità della nostra vita che sulla nostra società intera.
In particolare, questo articolo scritto tempo fa parla della compostiera faidate, diciamo da terrazzo, per coloro che non hanno una campagna e vogliono comunque recuperare valore dai propri resti organici. Ci sono mille modi per farla, questo è un esempio molto rustico. Facendo il proprio compost si può rendere la terra nei vasi molto fertile e quindi avere piante sane e rigogliose, soprattutto per chi, come me, ha anche un mini orto sul balcone; il tutto semplicemente recuperando gli scarti organici, che tra l’altro sono più del 30% dei nostri rifiuti per cui gestirli in qualche maniera è quanto meno necessario.
Ecco qui l’articolo.

 

 

Imballaggi differenti

Imballaggi differenti

Quando penso al punto 9 dei 10 passi verso Rifiuti Zero, cioè all’attuazione di un Centro di ricerca e riprogettazione per analizzare il rifiuto residuo (l’indifferenziato), penso sia a efficienza applicata al futuro prossimissimo, ma soprattutto penso all’unica via possibile. Parleremo molto più in dettaglio dei 10 passi verso i Rifiuti Zero, ma per il momento occorre citarli per introdurre il tema che vi proponiamo oggi.

Un conto è gestire in maniera intelligente la quantità enorme di rifiuti che produciamo ogni giorno, come se davvero ci fosse la possibilità di eliminarli semplicemente o mandarli su un altro pianeta, un altro conto è programmare un futuro diverso. In questo caso vale decisamente la pena di citare Einstein senza necessariamente ripetere ovvietà, perché all’essere umano pare che le ovvietà siano talmente ovvie da non applicarle nemmeno. O forse non vede lo schema ripetitivo dannoso che non smetterà di ripetersi se non si cambia qualcosa di fondamentale. Einstein faceva giustamente notare  che è segno di follia il ripetere le stesse azioni aspettandosi risultati diversi. In questo caso, direi, siamo in una direzione di follia collettiva se pensiamo che, continuando a produrre materiali usa e getta che inquinano l’habitat dal quale dipendiamo, un giorno magicamente otterremo qualcosa di diverso dall’annientamento del nostro habitat così come lo conosciamo oggi. Credo sia chiaro a chiunque che ci vogliono azioni diverse, decisamente e coraggiosamente diverse.

Una tra tutte l’eliminazione di questi prodotti che durano migliaia di anni sulla terra, ma che usiamo una volta sola. Non ha veramente senso, è ovvio che qualcosa dovrà cambiare. Questo articolo de La Repubblica parla di un futuro in cui gli involucri saranno sostenibili e si decomporranno poco dopo l’uso. La ditta che sta progettando i prototipi di questi involucri si chiama Tomorrowmachine, qui trovate una bella descrizione dei loro prodotti ma anche altre innovazioni interessantissime. Il titolo dell’articolo de La Repubblica si riferisce al futuro, insomma un po’ la fantascienza; noi, onestamente crediamo e speriamo che questo futuro non sia poi così tanto futuro, ma molto più vicino di quanto si pensi.

Vi lasciamo con una frase di Tomorrowmachine che sembra nuovamente un’ovvietà ma fa pensare:

“Is it reasonable that it takes several years for a milk carton to decompose naturally, when the milk goes sour after a week”

cioè “è normale che a un cartone di latte servano diversi anni per decomporsi autonomamente, quando il latte diventa acido dopo una settimana?”