Quando penso al punto 9 dei 10 passi verso Rifiuti Zero, cioè all’attuazione di un Centro di ricerca e riprogettazione per analizzare il rifiuto residuo (l’indifferenziato), penso sia a efficienza applicata al futuro prossimissimo, ma soprattutto penso all’unica via possibile. Parleremo molto più in dettaglio dei 10 passi verso i Rifiuti Zero, ma per il momento occorre citarli per introdurre il tema che vi proponiamo oggi.

Un conto è gestire in maniera intelligente la quantità enorme di rifiuti che produciamo ogni giorno, come se davvero ci fosse la possibilità di eliminarli semplicemente o mandarli su un altro pianeta, un altro conto è programmare un futuro diverso. In questo caso vale decisamente la pena di citare Einstein senza necessariamente ripetere ovvietà, perché all’essere umano pare che le ovvietà siano talmente ovvie da non applicarle nemmeno. O forse non vede lo schema ripetitivo dannoso che non smetterà di ripetersi se non si cambia qualcosa di fondamentale. Einstein faceva giustamente notare  che è segno di follia il ripetere le stesse azioni aspettandosi risultati diversi. In questo caso, direi, siamo in una direzione di follia collettiva se pensiamo che, continuando a produrre materiali usa e getta che inquinano l’habitat dal quale dipendiamo, un giorno magicamente otterremo qualcosa di diverso dall’annientamento del nostro habitat così come lo conosciamo oggi. Credo sia chiaro a chiunque che ci vogliono azioni diverse, decisamente e coraggiosamente diverse.

Una tra tutte l’eliminazione di questi prodotti che durano migliaia di anni sulla terra, ma che usiamo una volta sola. Non ha veramente senso, è ovvio che qualcosa dovrà cambiare. Questo articolo de La Repubblica parla di un futuro in cui gli involucri saranno sostenibili e si decomporranno poco dopo l’uso. La ditta che sta progettando i prototipi di questi involucri si chiama Tomorrowmachine, qui trovate una bella descrizione dei loro prodotti ma anche altre innovazioni interessantissime. Il titolo dell’articolo de La Repubblica si riferisce al futuro, insomma un po’ la fantascienza; noi, onestamente crediamo e speriamo che questo futuro non sia poi così tanto futuro, ma molto più vicino di quanto si pensi.

Vi lasciamo con una frase di Tomorrowmachine che sembra nuovamente un’ovvietà ma fa pensare:

“Is it reasonable that it takes several years for a milk carton to decompose naturally, when the milk goes sour after a week”

cioè “è normale che a un cartone di latte servano diversi anni per decomporsi autonomamente, quando il latte diventa acido dopo una settimana?”